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Torre Annunziata: The Happy Land. An Antiquarium for Torre Annunziata. Discussione dei progetti statunitensi promossa dal Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno”

Torre Annunziata, 28 maggio 2022, nella cripta della chiesa dello Spirito Santo in Torre Annunziata si è discusso del progetto statunitense The Happy Land. An Antiquaium for Torre Annunziata, progetto multidisciplinare della Facoltà di Architettura dell’Università del Montana in Bozeman, coordinato dal prof. architetto Watson Bradford, con il prezioso intervento del prof. John R. Clarke, archeologo e storico dell’arte, co-direttore del The Oplontis Project.

In un contesto ormai votato alla promozione della Cultura e di tutti i suoi aspetti fortemente sostenuti dagli intrepidi membri dell’Associazione “Don Pietro Ottena” fautori del Progetto Cripta Torre Annunziata, una serata sobria e amichevole si è illuminata di straordinarie luci fatte esclusivamente di idee concettuali, studi e proposte scientifiche avvolte attorno a quello straordinario patrimonio storico artistico e antropologico di Torre Annunziata.

Dopo la parentesi delle presentazioni degli accademici statunitensi intervenuti, sono stati questi ultimi ad incantare nel vero senso della parola i tanti presenti alla discussione.

“I sogni aiutano a vivere”, ma in tanti casi anche a ricostruire ciò che sembra essere perduto ma che di fatti non lo è, specialmente quando certi aspetti continuano ad alimentare la mitologica fiamma della ragione che mira a tener sempre viva una possibile rinascita. Ed è così che i proff. Clarke e Watson in poco più di un’ora hanno delineato per la nostra città delle possibili strade da percorrere sul tema culturale locale. Strade fatte di studi meravigliosi, di impegni a cui dovrebbero essere aggiunte le consapevolezze dei locali, altrimenti sarebbe inutile segnarle.

Alla chiusura dell’incontro è stato proprio questo che si è voluto fortemente evidenziare.

Un progetto, specialmente se questo amalgama urbanistica e patrimonio storico artistico, e che nello specifico nei suoi passaggi più importanti idealizza vari modi per portare Oplontis alla città e non viceversa, seppur in parte possa sembrare utopico, è pur sempre il lancio di un proposito che potrebbe essere tentato, lavorandoci e abbracciandolo alla realtà.

Noi siamo stati felicissimi per aver segnato questo primo passo avanzato per la sua conoscenza per altro resa nota tramite un bellissimo volume realizzato dal team di studenti di architettura della Facoltà di Architettura della Montana State University diretto dal prof. Watson Bradford, e non possiamo che essere grati agli amici stimatissimi proff. John R. Clarke e Watson Bradford, ad Anna Vitiello e non per ultima a tutta la sua straordinaria squadra che tiene vivo uno dei luoghi più belli e suggestivi della città.